Agenzia Investigativa - Indagini Private /
Assegno di mantenimento
ACCERTAMENTO ATTIVITA' LAVORATIVA FIGLIO (CASO N° 1)
COMMITTENTE: F.S., uomo, 54 anni, in pensione forzata a causa di seri problemi di salute. Separato da oltre 15 anni, corrisponde alla figlia ormai 25enne e convivente ancora con l'ex coniuge, un'importante cifra di mantenimento. Per quel che ci riferisce la figlia avrebbe già da tempo un impegno professionale che le permetterebbe di autogestirsi. Ma, decisamente plagiata dalla mamma la quale sarebbe allo stato attuale la diretta destinataria della somma versata mensilmente dal nostro cliente, avrebbe negato di avere qualsiasi impegno lavorativo. Rovinando, di fatto, anche il rapporto col padre.
INDAGATA: R.S., 28 anni, diplomata. La ragazza, come già accennato, al fine di evitare l'annullamento della cifra che ogni mese il padre versa alla mamma, avrebbe riferito di essere alla continua ricerca di un impiego, di fatto mai arrivato.
FINALITA': ci viene richiesto di accertare una qualsivoglia e continuativa attività lavorativa a carico della donna oggetto degli accertamenti.
ACCERTAMENTO: I nostri investigatori privati vengono impegnati in un servizio di osservazione di media durata nel corso del quale la ragazza viene costantemente "accompagnata" presso un negozio di abbigliamento maschile presso il quale verrà vista svolgere le mansioni di commessa. A turno la donna verrà anche vista lavorare presso altri punti vendita facenti capo alla stessa catena di negozi. In seguito a maggiori approfondimenti si verrà a scoprire che la donna oggetto delle indagini abbia avviato una collaborazione con il titolare di tale attività già da tre anni e che addirittura, al momento ed essendo piuttosto esperta del mestiere, sarebbe incaricata di avviare nuovi punti vendita e contestualmente addestrare futuri commessi. La ragazza, sorprendentemente, verrà verificato non essere stata inquadrata come lavoratrice dipendente; viene pagata in "nero".
ESITO: L'intera attività viene accertata con tanto di prove video/fotografiche; una volta davanti al giudice la ragazza non ha potuto più negare i fatti ammettendo di essere stata spinta a mentire dalla madre. Grazie al nostro intervento oggi il
committente non corrisponde più un mantenimento stabilito alla figlia ma, comunque grazie a questo scontro, ha ripreso a dialogare con la figlia alla quale in ogni caso non fa mancar nulla sotto il piano economico.